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Programma Eventi 2008
6 aprile 2008 Traversata dal Circeo all'Isola di Ponza, organizzata da Union Volo di Marco Rech. Seguiranno ult. dettagli

12/13 aprile 2008 Nei pressi di Primullacco, prov. di Udine ci sarà un raduno di paramotori organizzato da Aldo amabile.

19 e 20 aprile 2008 stage di verifica per i piloti della Nazionale e aperto a tutti i piloti che vogliono avvicinarsi alle gare. A Castiglione del Lago.

A fine aprile 2008 meeting di primavera e Assemblea dei soci a Castiglione del Lago

a maggio gemellaggio tecnico con i piloti della nazionale Francese in Francia

31 maggio e 1 e 2 giugno 2008 prova generale dei Wag2009 a Torino.

11 e 12 e 13 luglio 2008 Campionato Italiano a Castiglione del Lago (Pg)

19 e 20 luglio 2008 secondo stage della Nazionale Italiana e Francese aperto a tutti i piloti Italiani che vogliono far gare.

la prima settimana di agosto 2008 manifestazione internazionale di VDS a Fermo

a metà agosto 2008 Campionato Europeo in Polonia a Leszno.

Turbolenza di scia





Tratto da D&P, anno 2006:

TURBOLENZA DI SCIA

Una bellissima domenica d’inverno, ci trovammo in tre a svolazzare sulla neve. Non dimenticherò mai quel semplice volo. L’aria era densa e gelida, la visibilità eccezionale e si poteva vedere tutta la pianura e le colline innevate scintillanti al tagliente sole invernale. Sebbene il clima rigido non consentisse di rimanere in volo per molto tempo, mi divertii come un matto a girare lì attorno con le mani guantate raccolte in grembo per proteggerle dal freddo pungente, ed i freni appesi alle bretelle, inutili data l’aria immobile.
All’atterraggio l’amico Ivan commentò:”Bel panorama, però che botte!”
“Botte?” ...pensai, incredulo di udire un simile commento in quella giornata di calma assoluta. Poi capii.

Parlando di possibili turbolenze, infatti, merita menzione particolare la turbolenza di scia generata dallo stesso parapendio. Il mio amico Ivan si era fatto buona parte del volo seguendomi d’appresso e svolazzando nella stessa zona dove giravo io. L’aria calma e densa aveva fatto il resto. A provocare corposi e persistenti vortici turbolenti non é, come a volte si crede, l’elica del gruppo motopropulsore. La scia vorticosa dell’elica é molto concentrata e si disperde subito, praticamente impossibile risentire dei suoi effetti se non volando molto vicino a un altro PRM, ed anche in questo caso è più probabile incappare nei vortici indotti dall’ala, i quali si dipartono dalle estremità muovendo leggermente verso l’esterno e verso il basso, aumentando di dimensione e coinvolgendo grossi volumi d’aria. Si può immaginare la scia del parapendio in modo molto simile a quella lasciata in acqua da un battello. Questa scia turbolenta si avverte sotto forma di “botta secca” di breve durata, sovente su una sola sezione dell’ala, e di norma senza particolari conseguenze.
Quello che solitamente la gente non immagina è la persistenza di questi vortici, che in aria calma possono continuare a girare su sè stessi per mezzo minuto e più. E’ molto facile quindi, incappare nella propria scia, in special modo col parapendio che é capace di virare anche molto stretto. Col motore al minimo (o in volo libero) l’eventualità non si presenta in quanto ovviamente si scende sempre rispetto alla massa d’aria circostante; in volo livellato invece, é opportuno non chiudere dei giri completi, se non salendo o scendendo almeno un po’, stare in guardia e tenere bene a mente le traiettorie appena descritte e la deriva del vento per evitare per quanto possibile questo fenomeno che può risultare parecchio fastidioso specialmente quando ci troviamo in un assetto già di per sè delicato (come, ad esempio, uscendo da una virata stretta con conseguente cabrata e perdita di velocità), oppure quando si vola vicinissimo al terreno.
Per quanto riguarda il volo in termica, dove diventa necessario inanellare tressessanta uno dopo l’altro per centrare l’ascendenza, è sufficiente mantenere un numero di giri appena più alto o più basso del volo livellato (livellato in virata); agganciando la corrente si continuerà a tenere su di giri il propulsore, come se stessimo salendo normalmente, sommando il rateo di salita della bolla a quello del velivolo, fino a quando non avremo abbastanza quota per ridurre drasticamente i giri continuando in tal modo a scendere all’interno dell’ascendenza ma a salire rispetto al terreno (o mantenere la quota). Se l’ascendenza si rivelasse sufficiente a sostenerci potremo anche, volendo, spegnere il motore. C’è da dire però che all’interno di una termica il rimescolamento è costante e la scia si disperde più velocemente che in aria calma e si confonde presto con i movimenti propri della corrente, perciò girando relativamente larghi di solito non servono malizie particolari, salvo sempre restare in campana...









Davide Tamagnini

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Pubblicato su: 2007-11-24 (352 letture)

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