- vela basica -
Tratto da "Aviazione Sportiva":
Advance ALPHA 4
Tutti conoscono le ali Advance come prodotti di “alta gamma”, con una particolare attenzione rivolta ai dettagli ed alle finiture, sempre al top per estetica e prestazioni. Ricordo benissimo i primi anni 90, quando molti parapendio altro non erano che una sorta di materassoni informi, già la rinomata veleria elvetica progettava ed assemblava vele dai profili puliti e dalle forme avviate. Alcuni accorgimenti, nati a quel tempo, sono rimasti fino ad oggi, quali ad esempio le bocche a mezzaluna, una particolarità Advance che oramai in molti hanno adottato, o le caratteristiche winglets d’estremità, cucite sull’estradosso, una idea nata in origine per minimizzare i vortici in bordo d’ala e via via rimpicciolite nel tempo fino a diventare oramai niente più che un segno distintivo della casa, di quasi nessuna utilità pratica ma indubbiamente molto accattivanti. Fin dal principio le ali hanno avuto nomi corrispondenti all’alfabeto greco, e la lettera “Alfa” corrisponde al livello più basso dedicato ai principianti ed a chi ricerca la massima sicurezza possibile, certificate in classe DHV 1 (a trim chiusi). L’ALPHA 4 rappresenta quindi la quarta generazione di questa importante categoria, sempre più apprezzata dai piloti di tutto il mondo.
Al paramotore Advance non dedica una gamma specifica, ma come è noto sia i modelli ALPHA 4 che quelli EPSILON 5 sono dotabili delle apposite bretelle, che offrono il doppio aggancio ed i trim, e con queste hanno ottenuto l’omologazione DULV con una gamma di peso ampliata. Con l’EPSILON 5 (ricordo DHV 1/2) lo spagnolo Ramon Morillas ha conquistato il titolo mondiale lo scorso anno in Cina... E con l’OMEGA 7 detiene i record del mondo di distanza, di altezza e di guadagno quota.
La vela in prova presenta una superficie di 21,92 mq (25,59 stesa), l’allungamento è contenuto in 3,52 punti per 4,75 al suolo, le celle sono in numero di 39. Il range di peso concesso dall’ente omologatore spazia dagli 85 ai 130 kg. Ho effettuato prove a 100 e a 115 kg, per un carico alare rispettivamente di 4,6 e 5,2 kg/mq, valori relativamente alti. Nella costruzione dell’ala sono utilizzati molti materiali differenti, e nel naso del profilo lo speciale tessuto è posto con trama leggermente diagonale andando verso le estremità in modo da assecondare le forze di trazione in questa zona del bordo d’attacco (che in volo è pulito e non presenta grinze). La forma in pianta è ellittica a freccia positiva, la costruzione interna abbastanza leggera ma non priva di centine diagonali e rinforzi trasversali. Il fascio funicolare è particolarmente corto, la campanatura abbastanza pronunciata e la larghezza dei cassoni decresce proporzionalmente alla lunghezza della corda alare. Alle estremità un passante con anello in cui scorre di buona misura l’ultimo cordino della raggiera dei freni, provvede ad arricciare corposamente la bandella alla trazione del comando.
Una menzione particolare meritano le bretelle, realizzate in fettuccia sottile e con quattro elevatori, più sdoppio delle “A”. Un potente magnete è cucito all’interno delle stesse in corrispondenza dello sdoppio, in modo tale che nelle manovre al suolo l’elevatore risulta solidale, come se fosse unico. Una volta in volo la parte esterna - sotto tensione - si libera agevolando il ripiegamento delle orecchie. Lo stesso accorgimento è utilizzato per la fettuccia dei trim, mantenuta in posizione sopra la fibbia da un magnete che le impedisce di svolazzare, più comodo e duraturo dei velcro a volte utilizzati per questo scopo. Le fibbie di regolazione e le carrucole sono protette da neoprene. Molto belle e pratiche queste bretelle, con l’unico neo del doppio aggancio posto ad una distanza contenuta in circa una decina di centimetri, mentre nella realtà la differenza tra attacchi alti e bassi è di almeno venti centimetri se non di più. I costruttori dovrebbero adeguarsi fornendo bretelle con doppio aggancio posto ad una distanza maggiore, per avere una regolazione simile dei comandi e una distribuzione delle masse più uniformata.
A parte questo dettaglio - l’unico discutibile - le finiture sono al top e sconfinano nel maniacale. Alcuni esempi: la sacca interna di contenimento, di materiale robusto, è negli stessi colori dell’ala; le maniglie dei freni e le bretelle sono dimensionate in proporzione alla taglia della vela; i due elevatori anteriori ed i rispettivi cordini sono giustamente dello stesso colore ma per distinguere a colpo d’occhio il cordino esterno una guaina rossa è infilata e cucita sul cordino azzurro in prossimità del maillon... Le ali Advance hanno veramente qualcosa in più da questo punto di vista, e da qualsiasi aspetto le si prenda in considerazione, lasciano trasparire precisione e sobrietà, pulizia del design e cura del dettaglio.
GONFIAGGIO E DECOLLO
Durante la preparazione, i cordini in molti colori diversi facilitano la messa in chiaro del fascio funicolare. Nessuna malizia particolare è richiesta per la stesura al suolo. I trim si mantengono chiusi, o solo leggermente aperti.
Quanto mi piacciono gli enormi cassoni della parte centrale dell’ala, con quelle grandi bocche che sembrano così avide d’aria! Le apparenze in questo caso non ingannano, infatti l’ALPHA 4 si gonfia agevolmente con una trazione di media entità e si posiziona sulla testa senza nessuna tendenza al sorpasso. Molto facili anche le correzioni in caso di necessità e scarsa l’attitudine a ricadere indietro o di lato.
La corsa di decollo è più lunga di quanto mi aspettassi da una vela di questo tipo. Conviene cabrare un poco una volta allungata un po’ la corsa. In verità non è eccessiva e sembra piuttosto una naturale conseguenza del carico alare e delle prestazioni generali, ma esistono ali che prendono in carico più rapidamente. Senza ombra di dubbio con una taglia in più le cose cambiano radicalmente.
La sensibilità alla coppia generata dall’elica è scarsa.
Gonfiaggio rovescio: facile.
IN VOLO
Compatta, maneggevole, veloce, sicura: quattro aggettivi che possono riassumere il volo con l’ALPHA 4. La calotta appare tanto vicina da poterla toccare, tanto da far sembrare la raggiera dei freni una estensione del proprio braccio. Anche perché la pressione dei comandi è elevata, e la risposta immediata. Nonostante la grande facilità, il volo con il DHV 1 Advance è sportivo e diretto, senza che questo vada mai in detrimento della sicurezza. La velocità sulla traiettoria è molto buona, prossima ai 40 km/h, ed i trim sono molto incisivi (la loro azione è su tutto il profilo, analogamente allo speed system) tanto che rilasciandoli l’andatura si assesta su valori molto interessanti che vanno ben oltre la media di questa classe di ali, almeno con questo carico. La stabilità si mantiene molto rassicurante. La richiesta di potenza corrispondente alle diverse velocità è bassa, testimoniando una efficienza al top della categoria. D’altra parte le alte incidenze sono utilizzabili senza patemi: affondando i comandi (che diventano giustamente molto duri), caratterizzati da ampia escursione, la velocità scende parecchio senza che la vela dia mai segni di “stanchezza”.
La virata è pronta e precisa, le inversioni di rollio piuttosto vivaci e disinvolte ma non violente, solo se iniziamo a chiedere un po’ troppo alla vela questa sembra frenare un poco gli entusiasmi e cercare di contenere l’eccesso di zelo di un pilota smanettone, quasi senza che questi se ne accorga!
L’impressione è quella di un’ala ludica e prestante, adatta a chiunque voglia divertirsi in sicurezza e certamente non solo ai principianti. La possibilità di volare con un carico alare più basso, tuttavia, la rende adatta anche alla scuola.
VOLO IN TERMICA E IN TURBOLENZA
In turbolenza l’ala comunica con il suo pilota in modo chiaro ma senza spaventare. Un vero e proprio beccheggio non si verifica; tuttavia, la calotta da degli “imput” sull’asse trasversale molto brevi, che invitano ad intervenire con i comandi. Se l’azione del pilota si fa attendere, questi accenni di accelerazione si risolvono all’istante dissolvendosi in un piccolo aggiustamento di velocità, senza beccheggio apprezzabile. Sembra quasi che l’ALPHA 4 voglia essere un buon maestro che suggerisce al proprio allievo le giuste mosse per apprendere i segreti del volo in parapendio ma, qualora questi non reagisca correttamente, interviene personalmente a risolvere la situazione senza che nulla di catastrofico si possa verificare!
Ad ogni modo la calotta in aria mossa è molto compatta e coesa, risulta stabile sugli assi ma al tempo stesso comunicativa, in una azzeccata alchimia che incontrerà i gusti di chi ama le vele abbastanza vivaci e dirette ma al tempo stesso non vuole rinunciare al massimo livello di sicurezza. In termica ci si avvita con facilità all’interno della corrente, abusando anche un poco del buon comportamento alle alte incidenze qualora serva stringere il core agendo senza tanti complimenti con il freno interno, rimanendo lontani dallo stallo asimmetrico. La vela trasmette tutto ciò che accade e si avverte chiaramente quale semiala “tira” senza che si verifichi un vero e proprio rollio o che il mezzo diventi troppo inerte nell’aggredire la termica di lato o frontalmente. Un parapendio piuttosto incisivo ed ancora una volta singolarmente “mordace” per essere una vela basica. Una vela che si merita un pilota attivo e sportivo e un buon telaio con attacchi bassi basculanti.
ORECCHIE E SPIRALE
Le bandelle, dal profilo piuttosto sottile, non sembrano così in pressione come la parte centrale dell’ala e si ripiegano con grande facilità agendo sulla bretellina apposita. La discesa è efficace e stabile. Al rilascio la riapertura è istantanea.
L’ingresso in spirale è agevole ma non repentino, l’accelerazione più che sopportabile ma la pressione da mantenere sul freno interno è notevole per rimanere in centrifuga. L’ala infatti all’aumentare della velocità e del tasso di caduta tende a raddrizzare manifestando una notevole stabilità. L’uscita è morbida e richiede solo un poco di controllo in beccheggio.
ATTERRAGGIO
Molto positivo il comportamento in atterraggio, anche con carico alare elevato, si riesce a demolire la velocità con una discreta restituzione che consente prese di terreno in punta di piedi anche senza vento.
PREGI E DIFETTI
+ finiture ed estetica
+ rapporto prestazioni / sicurezza
+ rapporto sportività / facilità
+ gamma di velocità
+ efficienza
+ gonfiaggio
+ personalità
- decollo un po’ lungo con carico elevato
A CHI LA CONSIGLIO
L’ALPHA 4 si dimostra un’ottima scelta per piloti sperimentati che chiedono il più alto livello divertimento/sicurezza e prestazioni/sicurezza, ed anche per quegli allievi un po’ più ambiziosi che si orienteranno però verso una taglia che contenga il carico alare all’incirca sui 4 kg/mq (mi riferisco sempre alla superficie proiettata) ed avranno cura di non toccare i trim per almeno un annetto di - spero splendidi - voli!
Copyright © by Paramotore .info - Il portale dedicato al Paramotore in italia Tutti i Diritti Riservati.