- vela basica -

Da Delta&Parapendio, anno 2006:
Il MERLIN appartiene a quella categoria di ali non specificamente progettate per il volo motorizzato, ma che, eventualmente, si possono utilizzare anche per questo scopo. Un “particolare” ci fa subito riflettere: questo parapendio è omologato secondo il protocollo tedesco DHV. Attenzione poichè sono poche le vele progettate per il solo uso con motore omologate secondo questi parametri, tantomeno in classe 1. Questo perchè, forse, i canoni richiesti dall’ente omologatore germanico nelle classi base vanno un po’ "stretti" alle ali per paramotore, le quali solitamente richiedono delle caratteristiche di dinamicità, carico alare, assetto, che più facilmente rientrano nei parametri AFNOR. O forse semplicemente perchè, essendo questo un mercato ancora di nicchia rispetto a quello generale del parapendio, l’investimento in una omologazione DHV, notoriamente più cara, non è giustificato dal ritorno economico. Ma non è questo il caso del MERLIN, nato per il volo senza motore.
La Independence, come spesso accade, ha provveduto a dotare il MERLIN di apposite bretelle con trim e doppio aggancio per i moschettoni e le maniglie dei freni, da scegliere in funzione dell’altezza degli attacchi del proprio paramotore. Con questi elevatori l’ala è stata sottoposta ai test DULV (Deutscher Ultraleichtflugverband): se una vela è omologata per il volo libero (DHV) e dimostra di poter decollare a motore, dopo un test con coefficiente di carico più elevato viene omologata per l’uso in paramotore. La vela ed il paramotore vengono omologati insieme, quindi dal punto di vista della certificazione non esiste l'omologazione a motore ma solo con un particolare tipo di motore, e non è detto che con altri si comporti allo stessa maniera. Comunque sia, per ora nessuna manovra particolare è richiesta dal DULV, se non il decollo, un circuito e l’atterraggio.
Questo per sottolineare come, secondo la mia personale opinione, l’omologazione DULV di per se stessa non ci assicura che una vela sia effettivamente adatta, sicura ed efficace da utilizzare con il motore. Per questo ho messo “alla frusta” il MERLIN, per quanto di mia competenza, per verificare di persona, al di là di qualsiasi pezzo di carta, che le caratteristiche di volo e di sicurezza che ci assicura l’omologazione DHV in classe 1 non fossero in alcun modo inficiate dalle forze generate da un gruppo motopropulsore. Ebbene, l’ala Independence si è comportata in maniera egregia. Ma vediamo nello specifico.
COSTRUZIONE E MATERIALI
Stendendo al suolo il MERLIN, questi appare subito e chiaramente un parapendio dall’indole tranquilla e rassicurante: l’allungamento in piano è di 4,9 punti, le enormi celle sono in numero di 38 e la forma in pianta è ben rastremata. Il tessuto utilizzato è il diffuso Porcher Marine E77A da 40 g/mq, non mancano triangolazioni diagonali per scaricare al meglio le tensioni sull’estradosso e in generale le finiture sembrano superiori alla media in quanto a cura del dettaglio e qualità di realizzazione. La grafica stessa scelta per le vele della casa è particolarmente azzeccata ed accattivante. Completano il quadro un fascio funicolare insolitamente lungo, una campanatura piuttosto accentuata alle estremità e valvole di soffiatura dell’estradosso in prossimità del bordo d’uscita, il quale adotta l’ormai onnipresente sistema di tensionatura variabile tramite occhielli con cordino passante sulla raggiera dei freni. La fettuccia dei trim dalla moderata escursione prevede due cuciture di riferimento grossomodo a 1/3 e 2/3 della corsa.
GONFIAGGIO
Secondo il “metro” paramotoristico, il gonfiaggio del MERLIN è fisico e lento. Nessuna malizia particolare è richiesta, se non una prolungata e decisa azione sulle bretelle anteriori, aiutandosi col motore (con telai adatti). Con un po’ di vento e di pratica non ci sono problemi per nessuno, mentre con poca brezza occorre essere decisi per riuscire ad alzare l’ala, rassegnandosi anche a qualche aborto.
Per inciso, sono riuscito a decollare in piano anche in assenza di vento, il che separa in maniera inequivocabile le ali che si possono decollare a motore da quelle che non ritengo adatte. In questo frangente, pure parecchi mezzi esclusivamente dedicati al volo motorizzato mostrano i loro limiti, e non sono poi molti, in generale, quelli che superano la prova. Il Merlin è uno di questi, anche se, come dicevo, molto fisico e inerte. Per questo suggerisco di decollare in piano solo se c’è un minimo di brezza in aiuto. In compenso la tendenza al sorpasso è inesistente. Consiglio trim sulla seconda tacca se c’è vento, completamente rilasciati altrimenti. Meglio impugnare per il gonfiaggio i soli elevatori centrali della fila anteriore (e non la bretellina delle orecchie).
I gonfiaggi fronte vela, con queste caratteristiche convengono solo se la brezza è sostenuta, e comportano comunque una leva sugli elevatori abbastanza protratta nel tempo.
DECOLLO
Una volta portata la calotta sulla testa per bene a forza di braccia e motore, sentirete finalmente l’ala accelerare senza più opporre resistenza. A questo punto, lasciate le bretelle, siete praticamente già in volo. Il decollo è rapido, e già in questa fase il MERLIN esibisce una notevole stabilità senza oscillazioni sui tre assi e nessuna sensibilità alla coppia indotta dall’elica.
IN VOLO
In volo rettilineo l’ala Independence galleggia senza sforzo apparente con una richiesta di potenza molto contenuta. Consiglio trim sulla prima tacca in aria mossa, sulla seconda in aria calma. Con i trim rilasciati, siete fuori omologazione DHV, ma questo non vi deve preoccupare in alcun modo, come del resto un eventuale sovrappeso. La velocità oscilla tra i 30 e i 35 km/h (a livello del mare) a seconda della regolazione dei trim e del carico alare, le prestazioni in salita sono discrete. La stabilità è dominante e rassicurante in ogni frangente, le sollecitazioni del motore sono digerite con disinvoltura.
Un discorso a parte merita il comportamento del MERLIN alle alte incidenze ed all’approssimarsi dello stallo. Ad elevati angoli d’attacco raggiunti con una trazione dei comandi consistente, le valvole sull’estradosso si aprono scaricando una piccola quantità d’aria che rinvigorisce il flusso in prossimità del bordo d’uscita, proprio dove il profilo si inarca maggiormente e lo strato limite tende a staccarsi provocando dannose bolle di separazione che anticipano lo stallo vero e proprio. Questa soluzione tecnica, che da qualche tempo si vede applicata in alcune ali soprattutto rivolte ai principianti e ai piloti intermedi, sembra in effetti modificare il comportamento dell’ala e il “feeling” alle basse e bassissime velocità. Dalle prove che ho effettuato con il MERLIN emerge non tanto la possibilità di scendere ad andature particolarmente basse, quanto una certa “diluizione” dell’escursione dei comandi ed indulgenza all’affondo dei freni. Arrivando infatti con le maniglie all’altezza delle anche (peraltro con un certo sforzo), si avverte una sensazione “elastica”, e si può continuare a scendere senza che questo alteri il comportamento della vela, che continua a volare imperturbata. Con la giusta regolazione, lo stallo infatti non è raggiungibile con la normale escursione delle braccia. Persino con un affondo protratto nel tempo non ho visto un inizio di abbattimento, nè tendenza al paracadutale. Non so quanto questo sia dovuto al profilo soffiato e quanto alle caratteristiche proprie dell’ala, fatto sta che nell’arco inferiore delle velocità operative il MERLIN è particolarmente facile e sicuro.
VIRATA
I comandi sono relativamente duri da trazionare, ma la reazione della vela è pronta e progressiva anche sotto motore. Questa è un po’ la "prova del nove" per un’ala da volo libero utilizzata con motore ausiliario, in quanto dal comportamento in virata dipende gran parte della efficacia e sicurezza del velivolo nel volo motorizzato, assieme alla decollabilità in piano, caratteristiche per nulla scontate. Nella prima parte dell’escursione le reazioni sono dolci, ma insistendo un po’ il Merlin diventa sorprendentemente vivace e divertente, scongiurando ogni possibilità di stallo della semiala. Nulla è precluso ad un pilota esperto, che forte della stabilità in beccheggio e indulgenza generale dell’ala, si potrà esibire in piroette e volteggi anche a bassa quota in totale sicurezza. Niente male per una vela basica omologata in classe 1.
In termica dolce con pochi giri motore il rendimento è eccellente. Si può scegliere di bloccare i trim a fondo corsa, per poi portare peso e trazionare un poco il freno interno, modulando la virata con l’esterno. La bella ala Independence si trasformerà in un giocattolino galleggione che veleggia e sale dappertutto.
IN TURBOLENZA
Nulla da segnalare per quanto riguarda il comportamento in aria mossa, sicuro e facile per chiunque. Sebbene non credo che un collasso spontaneo si possa verificare in condizioni normali di utilizzo, ho voluto provare (con la debita quota) a simulare qualche piccola chiusura asimmetrica in aria calma, prima con motore spento e trim chiusi, poi in livellato, mosso dalla curiosità di provare a saggiare le reazioni di un DHV 1 e confrontarle con le altre vele che solitamente volo, certificate AFNOR standard o performance. Ebbene, devo dire che il risultato mi ha sorpreso: abbattendo una porzione di semiala senza fare nulla, l’ala non accenna minimamente a ruotare o picchiare, ma rallenta e affonda leggermente in verticale, per poi riaprirsi subito. Ovviamente, con una asimmetrica degna di questo nome (superiore al 50%) e magari non simulata ma subita, la musica cambia di certo, tuttavia la sensazione è alquanto strana e bisogna abituarsi a non toccare assolutamente il comando esterno. Ma questo è argomento che esula dalle mie capacità ed intenzioni, non mi rimane che segnalare il fatto che in volo livellato e con i trim sulla prima o seconda tacca, il comportamento sembra anche migliorare in quanto la sensazione di “affondo” è minore.
SPEED SYSTEM
Divertente ed appropriato alle caratteristiche del MERLIN il sistema di accelerazione. Affondando la pedalina, che è piuttosto morbida, con i trim sulla prima tacca, l’ala accelera volentieri esibendo, specialmente in volo livellato, una stabilità veramente notevole e rassicurante. Il guadagno di velocità si aggira sui 6-7 km/h.
ORECCHIE
La bretellina dedicata rende molto facile l’esecuzione, anche se la porzione di bordo d’attacco interessata è piuttosto limitata e di conseguenza anche il tasso di caduta. Al rilascio la riapertura è istantanea. Impugnare contemporaneamente due cordini invece di uno è operazione non agevole in quanto si trovano su due bretelle separate, ma con un po’ di pratica si può fare e in questo modo si scende sul serio. Visto che ci sono, prima di ripiegare le grandi orecchie conviene rilasciare i trim sulla seconda tacca.
SPIRALE
Molto bello il comportamento in spirale del MERLIN. Per entrare non servono pendolate o trucchi particolari, e una volta in centrifuga, si scende agevolmente con una velocità periferica ed una accelerazione inferiori alla media, piuttosto piacevoli e modulabili. Grazie alla maneggevolezza si può allargare senza uscire dalla manovra per poi stringere di nuovo. L’uscita è dolce e non presenta problemi di sorta.
ATTERRAGGIO
A motore spento il Merlin scende placido e con una efficienza discreta, il raccordo e la presa di terreno sono facili e gestibili per chiunque e con qualsiasi regolazione di trim. Anticipare un pelino lo stallo finale è consigliabile se la brezza è assente.
CARICO ALARE
Come per tutte le vele da volo libero vale la regola di scegliere la taglia corretta per il volo senza motore, e volarle poi in paramotore con almeno 10 kg oltre il peso massimo.
PREGI/DIFETTI
Pregi sono la virata, la grandissima sicurezza generale e le finiture. Il difetto è il gonfiaggio in piano senza vento.
A CHI LA CONSIGLIO
A tutti gli allievi delle scuole di volo libero, e ai piloti con esperienza che vogliono volare una vela divertente e sicura di classe 1, senza precludersi la possibilità di provare, in un secondo tempo, a volare in paramotore e di praticare entrambe le discipline.
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